Mi limito ai fatti

Questo blog è pressoché inutile, avrei tante cose da dire e da scrivere ma, al momento, non ne ho il tempo e la voglia. Probabilmente ritornerò ad occuparmene quando smetterò di lavorare per il Presidente della Regione Siciliana, quando avrò più tempo. Mi piacerebbe scrivere di comunicazione on line, di comunicazione istituzionale e di qualche esperienza, bella o brutta, che ho fatto in questi anni. Ma al momento lavoro per la presidenza della regione siciliana, mi hanno appena affidato l’incarico che più o meno in continuità svolgo dal 2010.

Fino ad oggi, e ancora per qualche tempo ritengo, utilizzo questo blog soltanto per mettere qualche puntino sulle i ogni qualvolta la macchina del fango si muove contro di me che ho la “colpa grave” di lavorare per una personalità ingombrante qual è Raffaele Lombardo. Solo per lasciare agli atti la mia versione dei fatti, quella di un professionista più o meno bravo che si è costruito un curriculum più o meno bello, esclusivamente con il ricorso al proprio lavoro e al proprio sacrificio e non certo richiedendo favori, procacciando affari loschi, intessendo relazioni pericolose e conflitti d’interesse di alcun genere.

Ma questa è la mia versione dei fatti, altrove la confutano fin troppo spesso, arriverà il momento in cui gli scenari futuri e la storia delle persone, quella di tutti i soggetti in campo, potrà essere chiaramente esposta senza il rischio di essere o sembrare di parte. Arriva il momento in cui le chiacchiere stanno a zero.

Livesicilia pubblica questo articolo, lo fa nella giornata di ieri.

I fatti
Server srl è una Società di formazione che esiste dal 1995 e che ho diretto dal 2001 al 2010. Le quote della Server Srl sono possedute per il 75% dal sottoscritto e per il 25% da Ninni Sciortino, mia moglie.

Quest’anno la Server Srl non ha incassato, per il piano regionale dell’offerta formativa, la somma di 886 mila euro ma meno di 1/5 a valere su attività di competenza del 2011.

Al momento in cui scrivo i 10 dipendenti della Server srl (erano 11 fino a qualche tempo fa ma la Server srl non ha potuto fare a meno di avviare la stagione dei licenziamenti a causa della forte crisi generale e di comparto) sono tutti in cassa integrazione.

Si può scrivere qualsiasi cosa altrove ma io mi limito ai fatti.

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Politici, internet e blog elettorali

Leggo di politici ed internet e dei limiti o degli errori che compie Raffaele Lombardo sul suo blog: si apre al confronto ma con più di un filtro, gli utenti che vogliono commentare devono essere registrati, talvolta la sua strategia fa cortocircuito con la cronaca.

Pare, a proposito, che mentre il Presidente Napolitano visitava la Sicilia il Presidente Lombardo twittava di Terraferma, capolavoro di Crialese coprodotto dalla Regione Siciliana, alimentando oltremodo l’imbarazzo dovuto dall’assenza del Presidente della Regione nel comitato d’accoglienza.

Vabbè, non entro nel merito delle scelte di Lombardo: ha ritenuto di incontrare Napolitano in privato e poi di ascoltare il suo intervento alla Storia Patria. Nessuna polemica, né alcun imbarazzo, se non quanto riportato da arguti cronisti in cerca di scoop.

Ma la scelta di porre un filtro, la registrazione, ai commenti sul suo blog è quella si una scelta opportuna e autentica che va difesa. Una scelta che premia il commentatore, anche quello ipercritico sulle scelte e sulle affermazioni del governatore, consente di alimentare conversazioni reali tra persone che hanno una identità certa dietro al nick che utilizzano e isola i troll ed i disturbatori in genere che popolano la rete non contribuendo certo a farne un ambiente sempre utile e produttivo.

E poi il twitter di Raffaele Lombardo, oltre 4500 follwers, più di qualunque altro politico siciliano su quel social network. Bisognerebbe chiedersi come mai o perché.

La mia posizione è certamente parziale e condizionata dall’esperienza perché sono io che fino ad oggi aiuto Lombardo nel determinare la sua presenza in rete, ma il mio giudizio è netto: Lombardo non sa utilizzare a fondo internet ma ne comprende meglio di tanti altri più esperti, politici e non, le opportunità di utilizzo. Non ha intrapreso l’esperienza del blog in occasione delle elezioni per abbandonarlo subito dopo, ma ha aperto il blog dopo oltre un anno dal suo insediamento alla presidenza della Regione. Utilizza il blog ed i social network, i cui utenti sono spesso ferocemente critici verso il suo operato, come strumento di ascolto e di ripensamento: puoi dirgli di tutto, nei limiti della decenza e della buona educazione, ma devi metterci la faccia.

L’argomento, il web marketing politico elettorale, mi interessa. Devo tornare a parlarne in queste pagine più spesso.

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Interrogazione parlamentare?

Apprendo che il senatore dell’Italia dei Valori Fabio Giambrone ha presentato un’interrogazione su di me e sulle mie attività impreditoriali. Apprendo di essere diventato, a mia insaputa e con mia enorme sorpresa, una sorta di grande manovratore di fondi regionali e delle complessa macchina dell’informazione in Sicilia.

Sono disponibile a illustrare nel dettaglio, al senatore Giambrone e a chiunque sia interessato, la verità su di me, sulle mie attività imprenditoriali, che da un preciso momento, coinciso con la mutazione di alcuni assetti societari di un preciso prodotto editoriale che ho contribuito a fondare un paio di anni fa, sono stati strumentalmente indicati come modello del malaffare e di un certo sistema di potere in Sicilia.
Fino ad adesso ho preferito lasciar correre e non dare peso a tutte le scorrettezze e maldicenze artatamente dette e scritte sul mio conto, certo della trasparenza della mia condotta morale. Ma il rimbombare di questa cassa mediatica, che arriva anche alle orecchie del senatore di Italia dei Valori, mi colpisce. Con umiltà ammetto di essere rimasto stupito dall’attenzione manifestata dal senatore dell’Italia dei Valori.

Ritengo che il senatore Giambrone, in assoluta buona fede, abbia dato eccessiva considerazione alle illazioni del curatore del suo blog, mio ex socio con cui i rapporti non sono idilliaci, senza verificare la loro veridicità.

Lungo è l’elenco delle inesattezze riportate sull’interrogazione parlamentare e riprese dal Venerdì di Repubblica oggi. Ne cito solo una, la più eclatante, quella di “essere responsabile della cabina di regia, la struttura che sovrintende la pianificazione della pubblicità regionale”. Questa, come altre, è un’affermazione totalmente infondata in quanto non sono responsabile di alcuna cabina di regia né informalmente né formalmente.

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Cogli le differenze

Guarda con attenzione le due immagini e cogli le differenze. Piccolo indizio: non si tratta dei nuovi  contenuti…

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Le macchinette del fango

Ci vuole abilità anche nel saper organizzare e gestire la”macchina del fango”. Professionisti nazionali di raffinata intelligenza ci riescono con risultati deprecabili ma efficaci. Altri, anche siciliani, cialtroneggiano nel farlo e riescono solo a raggiungere risultati risibili se non ridicoli.

La “macchina del fango” in Sicilia è una “macchinetta” utile giusto per consumare piccole vendette personali o ricattucci di maniera.

Ma fare informazione in Sicilia è difficile. Farla bene ancora di più. Farla mantenendo il minimo sindacale di onestà e di correttezza può rivelarsi impresa quasi impossibile. Eppure c’è chi si illude, o ha l’ingenuità per volerci provare, rimanendo ancorato alle proprie posizioni, senza piegarsi al potere forte di turno, che, dalle nostre parti, non sempre e non solo si annida nei palazzi della politica.

Nella mia avventura nel mondo dell’editoria intendo soprattutto mantenere quella “ingenuità” che mi consenta di andare avanti, nonostante la marcia delle macchinette. Di certo nei miei progetti editoriali e nei miei metodi mai potranno avere un ruolo cialtroni e aspiranti sicari travestiti da giornalisti d’assalto.

Pubblicato anche su BlogSicilia

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Ben arrivato!

Se stai leggendo queste righe, molto probabilmente sei arrivato qui portato da un link di un motore di ricerca. Quasi sicuramente Google e cercando il mio nome e cognome.

Bene! Mi fa molto piacere che ti sei attivato in prima persona per sapere qualcosa in più rispetto a quello che hai letto o a quanto ti è stato riferito.

Leggi pure quello che trovi in queste poche pagine e, se non sei soddisfatto, puoi provare a mandarmi una mail. Cercherò di risponderti.

Se invece mi conosci puoi pure chiamarmi al telefono (dovresti avere il mio numero).

In ogni caso, se ne hai voglia, torna su queste pagine di tanto in tanto. Potresti trovare qualche novità.

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Nasce “Il Sud”!

Il nuovo anno è arrivato insieme all’avvio di un nuovo progetto nel quale credo e sul quale ritengo possano convergere intelligenze, risorse e iniziative. Venerdì 14 gennaio esce in edicola il nuovo mensile “il Sud”.

Il sud è diventato un marchio, una bandiera, di cui troppe personalità delle istituzioni e della politica tentano di appropriarsi.

Resta invece esigua la schiera di imprese che, con orgoglio e un pizzico di coraggio, operano dal sud e nel sud producendo lavoro e ricchezza e manifestando, nei fatti e in comunicazione, l’intenzione di far crescere il meridione.

Attraverso questo nuovo progetto editoriale proviamo a rimettere nelle mani del mondo delle imprese e dei cittadini un marchio vessato e stressato dalla politica perché diventi soggetto autentico, centrale e non di facciata, di crescita e di dibattito. La nostra ambizione è porre al centro il mezzogiorno, modificando il punto di vista imperante, non rimanendo piegati su noi stessi e senza nasconderci le negatività, alla ricerca dell’innovazione e dell’eccellenza.

“Il Sud” è oggi un prodotto editoriale, il primo di una serie, ci auguriamo, capace di contribuire al dibattito, alla crescita e all’evoluzione dell’Italia tutta.

Parte dalla Sicilia e intende, dalla Sicilia, parlare al Paese e alla sua classe dirigente. Quella attuale, certo. Ma, soprattutto, quella che è ormai tempo di costruire da capo.

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Obbligato

Oggi, per l’ennesima volta, Repubblica si interessa di me. Qualcuno mi suggeriva di non sottovalutare questo genere di attenzioni, cosa che avrei fatto ben volentieri.

A prescindere dal tono generale dell’articolo su cui ci sarebbe tanto da discutere, mi chiedo come mai, di tutte le società che vengono elencate come destinatarie dei fondi, solo quando si arriva a Server ne venga citato l’ex amministratore delegato e ne venga anche approfondita una parte ben precisa del suo curriculum.

Non voglio credere che il motivo sia quello di voler insinuare che quei finanziamenti siano arrivati alla società di cui ero rappresentante perché oggi ricopro l’incarico di esperto per il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Non voglio pensarlo perché questo significherebbe che il giornalismo in Sicilia e a Palermo si è ridotto a rimestare nel nulla.

Quando non ero consulente di Lombardo ma mi limitavo a fare formazione con la società che amministravo, i giornali non si interessavano di me o, almeno, non lo facevano con tanta insistenza e con argomenti che rasentano la calunnia.

Ma si sa, in Sicilia è difficile fare impresa e fare formazione vera, con persone in carne ed ossa che vengono avviate ad una professione e a un lavoro. Se qualcuno ha l’ardire di provarci deve essere rimesso al suo posto. E di questo si occupa la “libera stampa”.

PS: solo per spirito di precisione, nelle due righe in cui si riporta, in maniera parziale, il mio curriculum, rilevo alcune inesattezze. Non sono stato ad di Server ma ne ero amministratore unico e legale rappresentante; non sono mai stato consulente di Diego Cammarata; non sono mai stato consulente di Gianfranco Miccichè.
Un’altra società, Serverstudio, di cui ero amministratore, è stata incaricata dal Comitato elettorale di Cammarata per curare la campagna elettorale del 2008 sul web e, per Gianfranco Miccichè, ha realizzato il suo blog personale. Per tali prestazioni, Serverstudio è stata, in entrambi i casi, regolarmente retribuita.

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